giovedì 4 aprile 2019

ISOLA DOVARESE, borgo suggestivo

Isola Dovarese (Ìzula in dialetto cremonese) è un comune di 1.158 abitanti della provincia di Cremona.
Dell'appartenenza allo stato signorile gonzaghesco il borgo conserva ancora oggi una splendida e suggestiva piazza porticata, edificata a fine Cinquecento, sulla quale si affaccia Palazzo Pretorio con le antiche prigioni CONTINUA

CASTELPONZONE, borgo da scoprire

Castelponzone (Castél in dialetto locale e cremonese) è frazione del Comune italiano di Scandolara Ravara (CR).

Le principali attrative sono:
le antiche mura, il Museo dei cordai e la Chiesa parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita CONTINUA

domenica 13 gennaio 2019

PALAZZO GOTICO a Piacenza




Il palazzo fu voluto nel 1281 da Alberto Scoto, capo dei mercanti e signore della città e fu progettato da maestranze locali e forse comacine. Gli architetti che seguirono i lavori furono i piacentini Pietro da Cagnano, Negro de Negri, Gherardo Campanaro e Pietro da Borghe. L’edificio ricorda nell'aspetto i tradizionali palazzi comunali dell'Italia settentrionale, col porticato basso per le adunanze popolari e i solenni finestroni con balconata per dar luce al grande ed unico salone superiore, originariamente creato per le grandi assemblee, ma che nel corso dei secoli fu anche utilizzato come magazzino e successivamente come teatro. Ecco una serie di immagini per coglierne la bellezza.


martedì 20 novembre 2018

Palazzo Malvicini Fontana a Piacenza

Edificio del XII secolo. La facciata è grandiosa a tre ordini di finestre, il cortile ha un porticato con colonne binate.  Palazzo da scoprire


sabato 3 novembre 2018

San Francesco Spinelli

“Padre dei poveri e degli infelici più infelici”, padre Spinelli era animato dall'ansia di portare la Chiesa più vicina all'uomo" e di costruire una società più umana e cristiana. Ripercorrere il suo itinerario terreno significa addentrarsi nel clima, nella cultura e nel fervore cristiano di un'epoca segnata da una singolare presenza dei cattolici in ambito sociale.
Francesco Spinelli nasce a Milano, il 14 aprile 1853, da genitori di origine bergamasca. Seguendo i genitori, che erano al servizio dei marchesi Stanga, abitò anche per qualche tempo in Cremona, dove frequentò le elementari e ricevette la Cresima nella parrocchia di Sant’Agata. Ospite di uno zio sacerdote, frequentò il liceo a Bergamo e qui, entrato in Seminario, venne ordinato sacerdote nel 1875.
Nell’autunno è a Roma per il Giubileo, nella basilica di Santa Maria Maggiore si prostra ai piedi della culla di Gesù Bambino: “Mi sono inginocchiato, piansi, pregai, e sognai uno stuolo di vergini che avrebbero adorato Gesù in Sacramento”. Sogno, visione, intuizione? Per don Francesco l’incarnazione storica di Gesù continua con l’incarnazione quotidiana del Pane Eucaristico, quale presenza d’amore per tutti, da adorare e servire nei poveri.
Il 15 dicembre 1882, fonda, insieme a Caterina Comensoli, l’Istituto delle Suore Adoratrici, a Bergamo. Preso infatti dalla passione per Dio e per gli uomini, egli dà vita ad un Istituto, il cui scopo è “attingere l’amore più ardente dall’Eucaristia celebrata e adorata per riversarlo sui più poveri fra i fratelli”. Egli per primo spende la sua vita in ginocchio davanti all’Eucaristia e davanti ai fratelli, in cui vede la presenza di Gesù da amare e da servire con amore e compassione incondizionata.
Il 4 marzo 1889, causa un dissesto finanziario, in cui involontariamente è coinvolto, viene licenziato dalla diocesi di Bergamo e accolto nel clero di Cremona dal grande cuore di mons. Geremia Bonomelli. A Rivolta d’Adda continua l’Istituto delle Suore Adoratrici.
Lungo la sua vita, costellata di grandi prove, vive e insegna l’arte del perdono più smisurato, perché di fronte al nemico si può applicare solo “la vendetta di un infinito amore”.
Muore il 6 febbraio 1913 a Rivolta d’Adda (CR). È beatificato da san Giovanni Paolo II il 21 giugno 1992 presso il Santuario di Caravaggio, proclamato santo il 14 ottobre 2018 in Piazza S. Pietro da Papa Francesco.

lunedì 30 luglio 2018

La Società dei Militi a Cremona

Si trattava di una società, risalente al XIII secolo, alla quale appartenevano i più ricchi ed eminenti abitanti della città e del suo territorio.
Da un antico scritto - a cura di Astegiano, Codex Diplomaticus Cremonae cit., doc. 111, pp. 215-217 - si legge che
"A Cremona, con la grande precocità che la contraddistingue, prima del 1210 si contrappongono già due forze politiche cittadine organizzate in società, come avverrà più tardi nelle altre città: i militi e il popolo.
Le lotte intestine provocano l`intervento del vescovo, che nel fare opera di pacificazione pronuncia un arbitrato; al di là delle disposizioni specifiche, pur interessanti per comprendere la dinamica politica cittadina, ciò che si vuole sottolineare è il riferimento alle famiglie popolari computate ormai fra i grandi consorzi nobiliari: ciò sta a significare che l`incremento raggiunto da famiglie originariamente non aristocratiche le aveva portate a imitare quel ceto maggiorente anche nella composizione familiare, al punto di farle considerare dall`opinione comune come famiglie ormai quasi del tutto «nobili».
In seguito venne costruito uno degli edifici più ineteressanti della Piazza del Comune, la Loggia dei Militi, luogo rappresentativo dove la società si riuniva per decidere le azioni da intraprendere.
Oggi la Loggia dei Militi è un monumento architettonico di notevole prestigio che si affaccia sulla piazza, cuore pulsante del centro storico cittadino. (cremonacitta.it)